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La prima notizia che
abbiamo è che il passo Torugart che ci porterà in Kyrghizstan è
chiuso per frane. N’approfittiamo per varie escursioni intorno a
Kashgar. Per viaggi di questo
genere si sente l’esigenza di un cavalletto centrale ed infatti, la
foratura seguita mi ha fatto rimpiangere di non averlo messo. Nelle
praterie in quota e senza tutto il bagaglio, abbiamo potuto sfruttare
per puro divertimento sia la potenza che la maneggevolezza del
Dominator. Qualche giorno spensierato nelle Yurte dei pastori Kirghisi
ci rimette in forma e via di nuovo. Un piccolo problema burocratico a
Bishkek ci da modo di conoscere la piccola comunità di Italiani che
vive li, sono in 9, due giorni a spaghetti, vino e caffè e incredibile
a credersi c’è un Italiano che fa la MOZZARELLA!
di
Pier Felice Finocchi Yurte
….che passione Yurte o Gher? La
disputa va avanti da innumerevoli anni, Mongole o centroasiatiche? Non lo sappiamo, ma
abbiamo avuto la fortuna di “viverci” e la percezione di cosa ciò
significhi. Lunghi sterrati che
si arrampicano su morbide montagne fino a 3000/3500m, qui appaiono
immensi e dolci altopiani, attraversati da ruscelli il cui contenuto è
l’equivalente del nostro rubinetto; disseminate come preziosi e rari
funghi bianchi, qua e la fanno la loro comparsa le yurte. A circa un
chilometro, un lago. |
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Completano
l’arredamento un ampio tavolino basso (qui non si usano le sedie) e
caldissime coperte piegate durante il giorno, pronte ad essere usate
durante la fredda notte.L’escursione termica è veramente grande, si
passa da circa 30 gradi, in pieno giorno a zero nella nottata; questo
quando il tempo è buono. La mattina prima del nostro arrivo aveva
nevicato. La
mattina ci si lava nel ruscello.
di Pier Felice Finocchi
Finale……… Ci
vorrebbe ora tutto un resoconto di quello che è
accaduto in centro Asia, degli innumerevoli posti di
blocco della polizia, con situazioni che sembrano in
un primo momento irrisolvibili e poi magicamente
svaniscono;
della solerzia di alcuni funzionari e dell'esatto
opposto di altri, dell'aiuto e della totale indifferenza
ricevuti. Ci vorrebbe un capitolo a parte solo
sulle persone incontrate anche loro in viaggio come
noi e ci vorrebbe sopratutto un sacco di tempo per
fare tutto questo.............ci vorrebbe poi qualcuno che
potesse comprendere come ci si sente dopo esperienze di
questo genere..........soli, soli nel senso positivo della
parola
ma allo stesso tempo parte di un qualcosa di più grande
di noi e quindi........felici. |
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| Testi e immagini appartengono a Pier Felice Finocchi mail pierfelice@hotmail.com | |||||||
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