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5 Agosto, sbarco a CESME (TR).
Solita
trafila per visti e documenti moto, quest’anno più spedite. Rapidità
per altro vanificata dal pesante ritardo che la nave impiega ad
attraccare, oramai una prassi.
Poco male prendiamo alloggio in un centralissimo hotel di CESME dove
passeremo una piacevole serata.
6
Agosto, CESME-KONYA (TR).
Lungo
trasferimento in direzione SIRIA. Consueta attenzione
all’attraversamento di IZMIR (questa volta meno caotica del solito).
La TURCHIA quest’anno ci accoglie con un clima particolarmente umido
ma è solo questione di poche decine di chilometri e non appena i
quattro GS salgono sull’infinito altopiano anatolico “correre”
sulle statali turche è
assai gratificante.
Pur senza esagerare non riusciamo proprio a rispettare il limite di 90
Km/h ed è solo fortuna se quest’oggi nessuna pattuglia della
“Polis” (ne abbiamo contate a decine) ci castiga, a farlo sarà un
violento temporale che ci coglie nei pressi di USACK donandoci
peraltro una visione sull’altipiano assolutamente impagabile; troviamo
riparo per persone e mezzi in un garage officina lungo la strada: buffo,
proprio in quell’istante un amico rimasto a casa nella nostra
pianura padana mi comunica via SMS che anche là a qualche migliaio di
Km. di distanza stanno imperversando grossi temporali, dopo un’ora è
tutto finito e riprendiamo la marcia. Ora è perfetto, una piacevole
brezza ha abbassato la temperatura e pulito l’atmosfera dolci colline
con mille e più sfumature di colore assaporano il paesaggio. Arriviamo
a KONYA verso le 18,30 in una luce meravigliosa dove prendiamo alloggio
all’Hotel Huma in posizione centrale. Serata a passeggio tra le
trafficate ma eleganti vie della città, più bella di quanto pensassi,
poi tutti a letto per l’indomani già incombente che vedrà
l’avvicinamento della nostra carovana al confine siriano.
7
Agosto, KONYA (TR)-ALEPPO (SY)
Piccolo
inconveniente (prontamente risolto) prima della partenza da KONYA al
tappo dell’olio sul GS di Fabio.
Dopo un interminabile e monotono rettilineo il paesaggio oltrepassata
KARAPINAR si presenta inaspettatamente bello ci troviamo, ancora per
poco sul altopiano anatolico; la quota dai circa mille metri sale
lievemente prima di precipitare verso ADANA e quindi il mare.
Rimaniamo davvero
stupiti ad avvistare la neve sulle cime più elevate, a queste
latitudini e in Agosto è l’ultima cosa che ti aspetti di vedere e a
conferma di tutto ciò la temperatura, quasi a mezzogiorno è mite a dir
poco; anzi sotto le giacche fa quasi freddo!!!.
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Superiamo camion puzzolenti che
sembrano uscire da un film del dopoguerra, arrancano carichi come non
mai su queste salite a velocità risibili tanto che in qualche tratto
divengono dei veri e propri ostacoli mobili, anche se per la verità gli
autisti cercano quasi sempre di agevolare il sorpasso.
Prendiamo la nuova autostrada che ci porterà più velocemente a Sud, da
quest’anno finalmente attrezzata con pompe di benzina. Avevamo
preventivato alla partenza di raggiungere GAZIANTEP e di attraversare il
confine a KILIS, tuttavia il caldo e la monotonia del tratto ci inducono
a deviare verso ISKENDERUN dove superato un Passo di 700 Mt. circa ci
ritroviamo in una verde e rigogliosa vallata dove noto decine di
contadine
ricurve sul lavoro nei campi.
Siamo al posto di confine turco dove ci sbrighiamo in 10-15 minuti.
Percorro il chilometro e mezzo di terra di nessuno con emozione, quasi
timoroso di entrare in uno dei cosiddetti “stati canaglia” che a
detta degli americani foraggerebbe il terrorismo palestinese e
internazionale dimenticandosi o sorvolando però su tutti i pasticci
compiuti da loro e dagli israeliani nell’area ma questo è un altro
discorso anche se giocoforza, come occidentale,ed in ragione di tutto ciò
ti chiedi come verrai accolto.
Eravamo
preparati alla pazienza ma quattro ore al posto di frontiera siriano
sono davvero troppe: alla fila per i passaporti veniamo superati un
po’ da tutti, poi ne capiamo la ragione, in mezzo agli altri documenti
per “oliare” gli ingranaggi c’è qualche biglietto da 10 Dollari, per rimediare però
è troppo tardi il gioco và fatto con stile!…, alla fine tra carnet e
assicurazione (per un mese)
scuciamo ben 90 Dollari a moto, so chi se l’è cavata con 70 ma siamo troppo esausti per combattere.
All’imbrunire ci spalancano il cancello per il nostro ingresso
ufficiale in SIRIA; da subito mi trovo a che fare con strade sgangherate
in direzione di ALEPPO. Bastano pochi chilometri, l’attraversamento di
pochi villaggi per avere la conferma che paesi come MAROCCO o TUNISIA
sono avanti di anni luce, ma ovviamente questo ha anche un aspetto
positivo qui il turismo come inteso nei posti sopra menzionati o ad
esempio in EGITTO non esiste, di conseguenza la gente ti si avvicina
quasi sempre per sola curiosità, per conoscerti o per conoscere la moto
e non per spillarti dei soldi e non è una differenza da poco.
L’oscurità
ci sorprende a qualche chilometro dalla città, personalmente sono teso,
carretti, trattori e quant’altro circolano senza luci, ALEPPO poi ci
accoglie con un traffico infernale dove tutti suonano i clacson
all’impazzata senza ragione sfiorandosi di pochi centimetri ma poi
troviamo sistemazione al “Tourism” per 50 Dollari a camera colazione
inclusa.
8
Agosto, ALEPPO (SY).
Dopo
due giorni da “prova speciale” ci prendiamo un giorno di riposo
dedicandoci alla visita della città. Dapprima l’antica cittadella
posta in cima ad una collina
e fortificata da mura e verosimilmente
difesa da un canale che la circondava. L’ingresso costa 6 Dollari a
testa ma ne vale la pena, molto bello il panorama che si può godere da
qui. In corso d’opera vi sono scavi diretti da un archeologo tedesco
che stanno riportando alla luce antiche vestigia della civiltà Ittita
su cui gli arabi in epoca più recente hanno edificato questo castello
assai imponente.
Da non perdere il Souk di ALEPPO,
labirinto di merci e varia umanità, assolutamente autentico.
Chiudiamo la giornata in bellezza con una sontuosa cena tipica al
“Sissi House” il migliore ristorante in città e come apprendiamo
dalla guida, forse il migliore di tutta la SIRIA.
Il locale, in stile armeno è sicuramente da vedere; non facendoci
mancare niente spendiamo la bellezza di 7 Dollari a testa (da noi ci
paghi appena una pizza). |