Diario di viaggio

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Ingrandimento carta 2

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3 Agosto Partenza.

….Solo qualche mese fa non sembrava altro che una visione onirica. Quel sogno sta divenendo ora realtà.
Ho un buco allo stomaco la tensione questa volta mi sta giocando un brutto scherzo ma sono certo che non appena avrò girato la chiave del GS tutto svanirà lasciando spazio al piacere del viaggio nonostante l’autostrada che ci porterà ad ANCONA si presenta in uno stato demenziale con lunghe code anche solo per guadagnare un’area di sosta!. Viene voglia di lasciarsi tutto alle spalle il più velocemente possibile e di mandare
a quel paese schiere di poveri celebrolesi patentati che godono un mondo “passarti” a non più di 5 cm. dalla tua valigia laterale con la loro auto sportiva a buon prezzo, lo stesso vale per alcuni “colleghi”!? in sella a missili terra aria tanto potenti quanto pilotati senza la benché minima esperienza e coscienza che mezzi da 300 orari dovrebbero richiedere, ma tant’è.
SIRIA e GIORDANIA dunque: smaniosi di conoscere oltre agli aspetti paesaggistici e storici un un mondo un pò più “vero” e comunque meno drogato da tutte quelle schizofrenie nostrane.
Un manipolo di otto temerari: Gino e Giuse, Fabio e Cristiana, Luca e Laura, Ose ed io tutti adepti BMW, tre GS standard ed una ADVENTURE. Arrivi in porto alla spicciolata da ogni parte d’Italia dove naturalmente contattiamo e siamo contattati da altri gruppi di mototuristi e per il sottoscritto e non solo questo è e rimane una delle finalità di questo tipo di esperienze. Cosa c’è di più bello che stringere nuove amicizie mentre ti appresti ad imbarcarti, apprendere da tuoi simili propositi, conoscenze e traguardi curiosando tra bellissime moto preparate in modo da tradire la personalità di ognuno, scambiando cosi preziosi “input” che torneranno certamente buoni.
 

4 Agosto, navigazione.

La crociera è al solito piacevole. Amara sorpresa nonostante il conto salato (quasi scandaloso) del  biglietto scopriamo che i pasti a bordo non sono inclusi.

 


5 Agosto, sbarco a CESME (TR).

Solita trafila per visti e documenti moto, quest’anno più spedite. Rapidità per altro vanificata dal pesante ritardo che la nave impiega ad attraccare, oramai una prassi.
Poco male prendiamo alloggio in un centralissimo hotel di CESME dove passeremo una piacevole serata.
 

6 Agosto, CESME-KONYA (TR).

Lungo trasferimento in direzione SIRIA. Consueta attenzione all’attraversamento di IZMIR (questa volta meno caotica del solito).
La TURCHIA quest’anno ci accoglie con un clima particolarmente umido ma è solo questione di poche decine di chilometri e non appena i quattro GS salgono sull’infinito altopiano anatolico “correre” sulle statali turche
è assai gratificante.
Pur senza esagerare non riusciamo proprio a rispettare il limite di 90 Km/h ed è solo fortuna se quest’oggi nessuna pattuglia della “Polis” (ne abbiamo contate a decine) ci castiga, a farlo sarà un violento temporale che ci coglie nei pressi di USACK donandoci

peraltro una visione sull’altipiano assolutamente impagabile; troviamo riparo per persone e mezzi in un garage officina lungo la strada: buffo, proprio in quell’istante un amico rimasto a casa nella nostra pianura padana mi comunica via SMS che anche là a qualche migliaio di Km. di distanza stanno imperversando grossi temporali, dopo un’ora è tutto finito e riprendiamo la marcia. Ora è perfetto, una piacevole brezza ha abbassato la temperatura e pulito l’atmosfera dolci colline con mille e più sfumature di colore assaporano il paesaggio. Arriviamo a KONYA verso le 18,30 in una luce meravigliosa dove prendiamo alloggio all’Hotel Huma in posizione centrale. Serata a passeggio tra le trafficate ma eleganti vie della città, più bella di quanto pensassi, poi tutti a letto per l’indomani già incombente che vedrà l’avvicinamento della nostra carovana al confine siriano.

 

7 Agosto, KONYA (TR)-ALEPPO (SY)

Piccolo inconveniente (prontamente risolto) prima della partenza da KONYA al tappo dell’olio sul GS di Fabio.
Dopo un interminabile e monotono rettilineo il paesaggio oltrepassata KARAPINAR si presenta inaspettatamente bello ci troviamo, ancora per poco sul altopiano anatolico; la quota dai circa mille metri sale lievemente prima di precipitare verso ADANA e quindi il mare.
Rimaniamo davvero stupiti ad avvistare la neve sulle cime più elevate, a queste latitudini e in Agosto è l’ultima cosa che ti aspetti di vedere e a conferma di tutto ciò la temperatura, quasi a mezzogiorno è mite a dir poco; anzi sotto le giacche fa quasi freddo!!!.
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Superiamo camion puzzolenti che sembrano uscire da un film del dopoguerra, arrancano carichi come non mai su queste salite a velocità risibili tanto che in qualche tratto divengono dei veri e propri ostacoli mobili, anche se per la verità gli autisti cercano quasi sempre di agevolare il sorpasso.
Prendiamo la nuova autostrada che ci porterà più velocemente a Sud, da quest’anno finalmente attrezzata con pompe di benzina. Avevamo preventivato alla partenza di raggiungere GAZIANTEP e di attraversare il confine a KILIS, tuttavia il caldo e la monotonia del tratto ci inducono a deviare verso ISKENDERUN dove superato un Passo di 700 Mt. circa ci ritroviamo in una verde e rigogliosa vallata dove noto decine di contadine


ricurve sul lavoro nei campi.



Siamo al posto di confine turco dove ci sbrighiamo in 10-15 minuti. Percorro il chilometro e mezzo di terra di nessuno con emozione, quasi timoroso di entrare in uno dei cosiddetti “stati canaglia” che a detta degli americani foraggerebbe il terrorismo palestinese e internazionale dimenticandosi o sorvolando però su tutti i pasticci compiuti da loro e dagli israeliani nell’area ma questo è un altro discorso anche se giocoforza, come occidentale,ed in ragione di tutto ciò ti chiedi come verrai accolto. 

Eravamo preparati alla pazienza ma quattro ore al posto di frontiera siriano sono davvero troppe: alla fila per i passaporti veniamo superati un po’ da tutti, poi ne capiamo la ragione, in mezzo agli altri documenti  per “oliare” gli ingranaggi c’è qualche biglietto da 10 Dollari,  per rimediare però è troppo tardi il gioco và fatto con stile!…, alla fine tra carnet e assicurazione (per un mese)



scuciamo ben 90 Dollari a moto, so chi se l’è cavata con 70 ma siamo troppo esausti per combattere.
All’imbrunire ci spalancano il cancello per il nostro ingresso ufficiale in SIRIA; da subito mi trovo a che fare con strade sgangherate in direzione di ALEPPO. Bastano pochi chilometri, l’attraversamento di pochi villaggi per avere la conferma che paesi come MAROCCO o TUNISIA sono avanti di anni luce, ma ovviamente questo ha anche un aspetto positivo qui il turismo come inteso nei posti sopra menzionati o ad esempio in EGITTO non esiste, di conseguenza la gente ti si avvicina quasi sempre per sola curiosità, per conoscerti o per conoscere la moto e non per spillarti dei soldi e non è una differenza da poco.

L’oscurità ci sorprende a qualche chilometro dalla città, personalmente sono teso, carretti, trattori e quant’altro circolano senza luci, ALEPPO poi ci accoglie con un traffico infernale dove tutti suonano i clacson all’impazzata senza ragione sfiorandosi di pochi centimetri ma poi troviamo sistemazione al “Tourism” per 50 Dollari a camera colazione inclusa. 

8 Agosto, ALEPPO (SY).

Dopo due giorni da “prova speciale” ci prendiamo un giorno di riposo dedicandoci alla visita della città. Dapprima l’antica cittadella posta in cima ad una collina


e fortificata da mura e verosimilmente difesa da un canale che la circondava. L’ingresso costa 6 Dollari a testa ma ne vale la pena, molto bello il panorama che si può godere da qui. In corso d’opera vi sono scavi diretti da un archeologo tedesco che stanno riportando alla luce antiche vestigia della civiltà Ittita su cui gli arabi in epoca più recente hanno edificato questo castello assai imponente. 

 


 


Da non perdere il Souk di ALEPPO, labirinto di merci e varia umanità, assolutamente autentico.
Chiudiamo la giornata in bellezza con una sontuosa cena tipica al “Sissi House” il migliore ristorante in città e come apprendiamo dalla guida, forse il migliore di tutta la SIRIA.

Il locale, in stile armeno è sicuramente da vedere; non facendoci mancare niente spendiamo la bellezza di 7 Dollari a testa (da noi ci paghi appena una pizza).

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