|
|
|||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||
|
14 Agosto, WADI MUSA-AQABA. Appena
140 chilometri da PETRA ad AQABA, la tappa più breve del viaggio,
tuttavia per la prima volta sperimentiamo il caldo quello vero, dai
circa 1300-1400 metri scendiamo a livello del mare. Trasferimento breve
come detto ma sulla “Desert Highway” intravediamo grandi panorami
che preannunciano il WADI RUM che ci riserviamo per il giorno
successivo. Qualche problema a reperire una buona stanza sul MAR ROSSO,
le quotazioni non sono molto convenienti ma la solita imbeccata ci porta
al Nairuk Hotel, 25 JD (37 Euro) per una camera più che dignitosa
fortunatamente con aria condizionata
avendo di gia fatto i conti con la canicola, quasi 50 gradi
all’ombra, “…sembra di essere dentro un forno a microonde…”
preannunciava la Lonely Solo
di tardo pomeriggio lasciamo la nostra fresca stanza per un Diving
Centre a 10 chilometri dalla città in prossimità del confine di AD
DURRA con l’ARABIA SAUDITA per ammirare la trasparenza e la ricca
fauna del mare. 15
Agosto, AQABA-WADI RUM-JEBER Border.
che dopo all’incirca una trentina di chilometri, in cui ho fermato la moto svariate volte per assaporare appieno delle più intime sensazioni, eccoci al villaggio agoniato in cui veniamo invitati a lasciare il mezzo vicino alla Rest House e dove per inoltrarsi nel deserto vero e proprio pare, non me ne sono accertato, vi sia solo la possibilità di affittare uno sgangherato TOYOTA pick up con relativo autista, prezzi da 7 a 45 JD a mezzo, a seconda dei punti toccati, oppure pagare il solo biglietto d’ingresso, 1 JD a testa, e partire per un trekking nel deserto (per sportivi allenati), dover pagare un biglietto per entrare nel deserto mi ha lasciato per la verità un poco perplesso ma si sa che il turismo talvolta comporta anche queste forzature. Giungere sin qui in moto era per me e la mia compagna un sogno difficilmente realizzabile, per chi come noi ama la natura in ogni sua forma e i grandi spazi questa è una meta assoluta!. Sabbie dalle diverse sfumature, grandi pareti di roccia, falesie, archi di pietra, profonde gole in cui sono presenti antiche incisioni rupestri e poi una dolce brezza, inaspettata a queste latitudini e su tutto un magnifico cielo blu cobalto a far risaltare ancor più i colori sottostanti. Passiamo circa tre ore nel WADI RUM ma vorremmo restarvi almeno per la notte accampati nelle tipiche tende beduine, svariate ragioni ce lo impediranno, procurandoci l’unica vera nota di rimpianto di questo viaggio.
Entriamo
in SIRIA che è ormai sera tardi, non gradendo particolarmente viaggiare
in questi paesi nottetempo prendiamo una stanza in un Hotel a poche
centinaia di metri dal confine, stanza sulle cui condizioni è meglio
sorvolare, distrutti ci corichiamo addormentandoci di colpo. 16 Agosto, JEBER border-HAMA (SY). Sveglia all’alba e con Ose ancora ridiamo ripensando alla serata trascorsa, potremmo cambiare nome al sito, “MOTODISAVVENTURA” o ancor peggio “MOTOSFIGA”. Viaggio piacevole, raggiungiamo DAMASCO di venerdì evitando fortunatamente il traffico delle giornate lavorative, tuttavia l’attraversamento della capitale come del resto ogni grande città richiede viva attenzione, anche i pochi mezzi in circolazione muovendosi indisciplinatamente (sotto gli occhi della Polizia) provocano un bel caos ma poi grazie ad un gentile autista di pullman e al sempre comodo GPS ci immettiamo nella giusta direttrice. Quattrocento chilometri ed eccoci ad HAMA, l’albergo prescelto è il Noria Hotel, in splendida posizione, con camere ben arredate e con bagni puliti il tutto a 32 Dollari americani per stanza.
Uno strano tipo di carnagione chiara e capelli rossicci (ne ho incontrati parecchi) che tutto sembra meno che un siriano ci si avvicina comunicando un francese fluente, ci invita a seguirlo in un giro turistico davvero inusuale. Calandoci per prima cosa in alcuni buchi nel pavimento alla base in pietra delle ruote osserviamo da vicino, praticamente con i piedi a mollo i giganteschi ingranaggi che muovono questi incredibili esempi di idraulica primordiale. Grazie al nostro cicerone conosciamo una famiglia in gita sul fiume, Ose si intrattiene diversi minuti con una sua coetanea, dagli sguardi il desiderio reciproco di conoscere un mondo cosi diverso dal proprio. Degna
di nota anche la successiva passeggiata per gli antichi vicoli della
cittadella d’epoca Romana. Grande spettacolo HAMA lo offre anche di
notte con le famiglie a passeggio per le vie, i negozi in piena attività
e la riva del fiume con i
suoi invitanti locali all’aperto e le NORIE sapientemente e
suggestivamente illuminate, peccato solo che gli abitanti di questo
luogo così unico lancino cartacce, bottiglie vuote etc. nel fiume con
la massima disinvoltura. 17 Agosto, HAMA (SY)-POZANTI (TR) Inizia la nostra marcia d’avvicinamento a casa, rientrando in TURCHIA per il solito confine di BAB EL HAWA, sperimentiamo la “celerità” delle pratiche doganali quando si giunge in confine di primo mattino, in appena un’ora ci ritroviamo a calcare le statali turche, un record!. Il
maltempo che nel frattempo sta flagellando l’Europa fa sentire i suoi
effetti anche nel Sud-Est della TURCHIA a ottanta chilometri da ADANA
veniamo investiti da un violento temporale tanto che con
l’abbigliamento leggero in uso ci è praticamente impossibile
proseguire, usciti dall’autostrada troviamo riparo in una remota
stazione di rifornimento con annesso ristorante frequentato
esclusivamente da camionisti i quali alla nostra vista sgombrano la
tettoia da tavoli e sedie per poter ospitare anche la moto. Come all’andata in un’ora i nuvoloni carichi di pioggia si spostano altrove, rifornimento al GS che finalmente dopo innumerevoli “pasti” di dubbia qualità ritrova la “Kursunsuz” (benzina verde). Nuovamente in sella e superata ADANA guadagnamo quota ma il cattivo tempo che credevamo alle spalle ci ripiomba addosso ad una altitudine di 1300-1400 metri dove quando piove fa notevolmente più freddo che a livello del mare, nuvoloni neri dall’aspetto assai più minaccioso dei precedenti scaricano sul percorso barili d’acqua, la nostra unica via di salvezza è uno dei pochi cavalcavia da cui sfrattiamo un camionista fermo a proteggere con dei teloni il prezioso carico d’uva. Una breve attenuazione del fenomeno temporalesco e ci rimettiamo in cammino, come chiodo fisso la ricerca spasmodica di un albergo. Neanche dieci chilometri e in prossimità di POZANTI, dove termina il breve braccio autostradale che in futuro dovrebbe collegare Adana ad Ankara, la nostra buona stella si ricorda di noi, mentre ricomincia a piovere a dirotto ecco che avvistiamo il grazioso Hotel Arikan per circa 25 Euro a camera.
|
|||||||||||||||||
| PAGINA | |||||||||||||||||