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L'impatto
con questo piccolo agglomerato poco distante dall'IRAN
è marcato, tutto quello su cui posiamo lo sguardo ci rapisce e sgomenta
al tempo
stesso. Vaghiamo con il BMW tra le dissestate vie del paese alla ricerca
di un Hotel che non
sembri una topaia, accorre in nostro aiuto una pattuglia della Polizia
che ci scorta fino all'agoniato Grand Hotel Derya (la pomposità del
nome non deve trarre in inganno) è comunque il migliore in città come
indica la stessa Lonely. Posate le nostre cose in camera non resistiamo
e nuovamente in sella saliamo all'ISHAK
PASA
SARAYI. Ricordo ancora il mio sbigottimento quando, anni
indietro, vidi una fotografia
di questo luogo realizzata da un "collega" e pubblicata
(se non ricordo male) su MOTOTURISMO. Mi
trovo ancora francamente incredulo dal trovarmi dinnanzi a
quell'immagine. L'ISHAK
è un fortino ultimato nel 1784 da un capitano curdo di nome ISHAK,
Isacco ed è una straordinaria fusione di stili Selgiuchide, Ottomano,
Armeno, Georgiano e Persiano. Il palazzo una volta in rovina è stato da
pochi anni
completamente restaurato anche se diversi aspetti dei lavori non sono
esenti da critiche, ciò nonostante la visione di questo luogo specie al
tramonto è qualcosa di assolutamente imperdibile !. Dopo una visita
completa all'interno del complesso saliamo al piccolo ristorante in cima
alla collina da cui si gode di una sublime veduta sul palazzo e sulla
cornice circostante. Rapiti da questo incanto vediamo salire una piccola
enduro, il tizio parcheggia a pochi metri da noi, è abbigliato con un
pantalone verde militare, una sahariana e indossa un vissutissimo casco ARAI,
senza nemmeno toglierselo dalla testa raggiunge il nostro tavolo
porgendoci il saluto compiendo un mezzo inchino, ricambiamo, incuriositi
da questo strano personaggio. Toglie finalmente l'elmetto presentandosi;
Si chiama NARI
è giapponese e sta girando il mondo da un anno e mezzo in sella ad una
YAMAHA 250, lo invitiamo a sedersi tra noi e a condividere il cocomero
sul tavolo. Rimango di sasso quando il nostro nuovo "idolo" ci
comunica la sua età, 57 anni!!!, ....ci parla della sua incredibile
esperienza partita dal CANADA,
dove ha acquistato la moto, proseguito per STATI
UNITI, centro e SUD
AMERICA fino in PATAGONIA
per poi giungere in NORD
AFRICA, EUROPA,
approdare in TURCHIA
ed entrare in IRAN
dove avrà termine la sua avventura. |
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L'indomani,
al risveglio, la gradita sorpresa di una giornata radiosa, aprendo la
finestra della camera, la splendida visione dell'ARARAT
sgombro da nubi!, incredulo preparo in tutta fretta le
"munizioni" (rullini e videocassette) prima che cambi questo
stato di grazia. Saltiamo sul GS e
ci dirigiamo verso GORBULAK,
posto di frontiera con l'IRAN,
a una trentina di Km. da DOGUBAYAZIT
fermandoci svariate volte ad immortalare su pellicola e nastro magnetico
le cime del piccolo e grande ARARAT
non chè del grandioso "plateau" circostante. A 3 Km. dal
confine superiamo una lunga fila di TIR parcheggiati a bordo strada in
attesa di superare la dogana; Davanti ad essa un poliziotto vedendoci
sopraggiungere, e forse intuendo il nostro recondito desiderio, a gran
voce esclama "IRAN?!..."
spalancando il cancello verso un mondo e una realtà a noi ignota.
Inutile affermare che giunti fin qui avremmo desiderato ardentemente
attraversare quel cancello, solo problemi di carattere burocratico non
c'e l'hanno permesso. Sostiamo
qualche attimo a contemplare quella linea di demarcazione, in lontananza
le torrette di avvistamento dei militari. A
pochi metri dal confine di GORBULAK
si dipana uno strada solo battuta di qualche chilometro, porta ad un
sito (METEOR
CUKURU) bersagliato nel 1920 da un meteorite, formando un
grosso cratere di 60 per 35 Metri, è il secondo al mondo per
dimensioni. Osservando la ferita lasciata dal corpo celeste viene
spontaneo chiedersi quanto violento sia stato l'impatto, credo davvero
spaventoso. |
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