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Entrare in Marocco non è difficile; basta avere la carta di circolazione della moto (se non intestata ci vuole una delega notarile), il passaporto valido ed una buona dose di pazienza, soprattutto se si decide di entrare, come noi, da Ceuta, che è un’enclave spagnola in territorio marocchino; questo fatto non è ben tollerato dai marocchini, e si riflette sulle formalità doganali. Attenzione alle mille persone che avvicinano chiunque accosti la frontiera: offrono consulenze e moduli “indispensabili”, per circa 10/15000 lire, che saranno poi consegnati gratuitamente in dogana. 90 volte su cento offrono “fumo” o altro; bisogna solo dribblarli e recarsi in dogana, pronti a pagare circa 120000 lire per la carta verde, visto che il Marocco non aderisce a questo circuito assicurativo internazionale. Se il simbolo del Marocco, MA appunto, è sbarrato sulla carta verde, bisognerà rassegnarsi. Anche i cosiddetti “ufficiali turistici”, personaggi spesso in costume, fanno finta di agevolare le operazioni dietro compenso, peraltro modesto; andrebbero comunque evitati anch’essi, tirando diritti presso gli sportelli di consegna e ritiro passaporti, compilando i moduli di ingresso. In frontiera vi sono gli uffici di cambio.

La moneta del Marocco è il dirham, e vale circa 190 lire; dal 1 gennaio 2002 essa varrà 10 eurocent; la benzina costa circa 1600 lire/litro (80 eurocent), un pasto medio 20000 lire (10 euro), una camera d’albergo tre stelle circa 30000 lire (16 euro). La vita è notevolmente meno cara che in Italia, complice ovviamente il cambio; una coca cola, in un bar, costa circa 950 lire (50 eurocent). Bisogna ricordare di contrattare sempre allo stremo per ogni cosa; facilmente i prezzi si limano verso il basso anche dell’80%! La disponibilità di carburante è ottima al nord, buona al sud, appena sufficiente verso le zone desertiche; è comunque difficile rimanere senza carburante, con un minimo di attenzione. La mitica e famigerata coca cola si trova davvero dappertutto, ed anche la rete telefonica fissa è molto buona. In varie parti del paese riceve anche il GSM.

Il popolo marocchino è molto gentile e cordiale; forse solo un po’ invadente. Basta ricordare di essere fermi sulle proprie decisioni, evitando ad esempio di guardare fisso negli occhi un commerciante dal quale non si vuole acquistare nulla. Nella parte nord del paese la vita è ormai, fatte le dovute proporzioni, molto occidentalizzata, e quindi senza problemi per noi europei. Nel sud c’è ancora qualchE differenza; meglio non guardare insistentemente le donne, soprattutto se in costumi tradizionali, ed evitare di mostrare insofferenza per i loro riti religiosi. Comunque, comportandosi secondo le regole del buon senso e del vivere civile, in Marocco non si potranno avere altro che soddisfazioni, dalla gente.

Il problema dei furti, fatta eccezione per le città grandi, è un problema pressoché insistente; bisogna sempre fare attenzione, ovviamente, ma senza assilli. La polizia è alquanto tollerante, per quanto attiene la circolazione stradale; gli agenti sono abbastanza disponibili a dare informazioni, e chiudono volentieri un occhio su manovre non ortodosse.

Il traffico non è un modello di ordine, tuttavia è accettabile; bisogna fare molta attenzione ai bambini, che soprattutto nei piccoli paesi si lanciano incontro ai turisti, nella speranza di ricevere qualche dono, incuranti dei pericoli. Una caramella, un giocattolino tipo sorpresina dell’uovo kinder, o meglio ancora una penna biro bastano per farli felici, a  patto di distribuire equamente se vi sono più bambini. In caso contrario è facile scatenare delle vere e proprie risse.

Importante è ricordare che un sorriso non costa nulla, ma arricchisce “dentro” chi lo fa e chi lo riceve, e favorisce la comprensione e la tolleranza tra i popoli.

 

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